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Pubblicazioni

 

 LE ULTIME PUBBLICAZIONI

IL PELLICANO 

L. MILANI, Lettera ai cappellani militari. Lettera ai giudici. , a cura di S. Tanzarella

 

 

OI CHRISTIANOI - sezione antica

 

    Giovanni e il giudaismo. Luoghi, tempi, protagonisti, a cura di D. Garribba e A. Guida

   

  I cristiani al leone. I martiri cristiani nel contesto mediatico dei giochi gladiatori, di A. Carfora

 

     Un altro Gesù? I vangeli apocrifi, il Gesù storico e il cristianesimo delle origini, a cura di A. Guida e E. Norelli

 

 

OI CHRISTIANOI - sezione moderna e contemporanea

  A. MANDREOLI, Il fascismo della Repubblica sociale a processo. 

 

  Teologhe in Italia. Indagine su una tenace minoranza, a cura di A. Carfora e S. Tanzarella

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 DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE

 

 

OI CHRISTIANOI - sezione antica

 

 

 

  

 

OI CHRISTIANOI - sezione moderna e contemporanea

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Un altro Gesù? I Vangeli apocrifi, il Gesù storico e il cristianesimo delle origini

Quale volto di Gesù emerge dagli scritti cosiddetti ‘apocrifi’? Si tratta di un altro Gesù rispetto a quello che la memoria cristiana ha conservato fondandosi sui quattro vangeli canonizzati? O dagli apocrifi non emerge piuttosto una molteplicità di volti di Gesù, e un quadro più ampio e differenziato del cristianesimo delle origini? Questa diversità di immagini ha conseguenze per la ricerca sulla figura storica di Gesù? Come maturava la riflessione cristologica nelle diverse comunità prima che si cristallizzasse la distinzione tra canonico e apocrifo? La ricerca degli ultimi decenni sulle tradizioni extrabibliche ha aperto squarci di estremo interesse sulle domande e le tensioni che animavano le comunità cristiane delle origini e sulla pluralità di prospettive ermeneutiche circa l’esperienza di Gesù di Nazareth che in esse esisteva. Di tale pluralità traccia un ampio quadro il presente volume, che raccoglie i contributi della “IV Giornata di studio sulla storia del Cristianesimo” organizzata dalla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (sez. San Luigi) in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e con il Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università “Federico II”. Gli interventi in esso contenuti recano la firma di alcuni dei più autorevoli studiosi italiani ed europei dei testi apocrifi e del cristianesimo antico e mettono in feconda sinergia le domande proprie della ricerca storica su Gesù e sulle origini del cristianesimo con l’indispensabile apporto delle scienze bibliche e filologiche e la riflessione teologica sulla maturazione del concetto di canone nella cristianità nascente. 
 

Annalisa Guida, dottoranda in Teologia Biblica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (sez. S. Luigi), insegna Sacra Scrittura presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “S. Roberto Bellarmino” di Capua. Si occupa di analisi narrativa dei testi biblici. E’ membro della redazione di Parole di Vita e collabora ad alcune riviste bibliche nazionali. Per le edizioni del Pozzo di Giacobbe ha curato con M. Vitelli “Gesù e i Messia di Israele” (Trapani 2006).

 Enrico Norelli è professore di Storia del cristianesimo delle origini presso la Facoltà di teologia dell’Università di Ginevra. Si occupa della storia e della letteratura dei primi tre secoli cristiani. Tra i suoi centri d’interesse: letteratura apocrifa cristiana; giudaismo e cristianesimo; storia dell’esegesi cristiana antica; Marcione e l’eresia nel II secolo; formazione del canone biblico cristiano. Tra le sue numerose pubblicazioni la traduzione e il commento dell’ A Diogneto (Cinisello Balsamo, 1991) e dell’Ascensione d’Isaia (Brepols, 1995).

 

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Giovanni e il giudaismo. Luoghi, tempi, protagonisti

Dal secondo dopoguerra in poi non poche sono state le accuse di antigiudaismo mosse ai testi del Nuovo Testamento, in particolare al Vangelo secondo Giovanni. Ciò può dipendere dal modo in cui si ricostruiscono le strutture sociopolitiche e religiose del giudaismo del I secolo e alla luce del quale si interpreta nel testo la relazione conflittuale tra Gesù, i “giudei” e i tempi e i luoghi costitutivi della loro identità religiosa. Non è un caso, infatti, che tra i sentieri attualmente più battuti della ricerca sul Quarto Vangelo ci sia l’indagine dei profondi legami che esso manifesta con il suo milieu giudaico. Ma come e perché nasce il Quarto Vangelo? Esso è riducibile ad un’allegoria della situazione della chiesa giovannea alla fine del I secolo, che rifletterebbe l’ormai consumata rottura tra comunità cristiana e sinagoga? Oppure il testo può offrire anche elementi utili alla ricostruzione storica del rapporto tra Gesù e i suoi contemporanei? Come lavorano insieme esegesi, indagine storica e riflessione teologica per ricostruire tempi, luoghi e protagonisti del Quarto Vangelo? Il volume “Giovanni e il giudaismo”, grazie ai contributi di esperti nazionali e internazionali del Quarto Vangelo, intende invitare il lettore ad accostarsi criticamente alla ricchezza di temi che il Vangelo di Giovanni offre, informandolo della complessità e pluralità dei campi di ricerca contemporanei ancora poco recepite in ambito nazionale.

 
Dario Garribba è dottore di ricerca in Storia antica presso l’Università “Federico II” di Napoli. Si occupa di giudaismo della diaspora nel I sec. d.C. e ha pubblicato numerosi articoli sul rapporto tra origini cristiane e giudaismo. Per Il pozzo di Giacobbe ha curato con S. Tanzarella Giudei o cristiani? (Trapani 2005).
 
Annalisa Guida è assistente di Nuovo Testamento presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (sez. San Luigi – Napoli) e docente incaricata di Sacra Scrittura presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “S. Roberto Bellarmino” di Capua. Membro della redazione di Parole di Vita, per i tipi de Il pozzo di Giacobbe ha curato con M. Vitelli Gesù e i messia di Israele (Trapani 2007) e con E. Norelli Un altro Gesù? (Trapani 2009).

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 I cristiani al leone. I martiri cristiani nel contesto mediatico dei giochi gladiatori, di A. Carfora
 
Il martirio cristiano antico non cessa di affascinare gli studiosi così come il pubblico dei lettori. Nell’immaginario collettivo sopravvive l’idea delle moltitudini di cristiani che andarono incontro alla morte nelle arene conquistando nuovi adepti al credo che si andava affermando. Al di là degli aspetti oleografici e leggendari che circondano la figura del martire, questo libro affronta il tema del martirio in prospettiva storica, collocando il fenomeno nei luoghi e nel contesto in cui prevalentemente si consumava: anfiteatri e giochi gladiatorii. Questi costituiscono il più poderoso sistema mediatico che l’antichità abbia mai prodotto: luoghi della comunicazione tra il potere e le masse, offrivano la più ampia pubblicità e la più impressionante spettacolarità a quanto in essi avveniva, inclusa l’esecuzione delle condanne a morte. Svolgevano, inoltre, un’importante funzione politico-sociale, contribuendo alla romanizzazione dell’Impero e al rafforzamento del potere e dell’ordine sociale. Se nelle intenzioni del potere la spettacolarità della condanna e l’annientamento del condannato dovevano fungere da efficace deterrente e da trionfante affermazione dell’ordine sociale, all’interno della messinscena mediatica dei giochi i martiri interagivano con la folla così come con il potere giudicante e  il loro comportamento vanificava gli scopi della condanna riuscendo a impressionare la folla. Intellettuali pagani come Epitteto, Celso, Galeno, Luciano, Marco Aurelio forniscono, nei loro scritti, significative indicazioni in merito all’efficacia comunicativa  e allo stile mediatico dei martiri. Essi, in varia misura, comprendono che il comportamento dei martiri colpiva l’immaginazione e poteva raccogliere seguito, e ciò non senza ricadute politiche. Tutto ciò permette di interpretare in termini nuovi la testimonianza del martire cristiano: essa si presenta come la capacità dei martiri di servirsi del contesto mediatico nel quale venivano posti mostrando di saperne utilizzare le modalità ma al tempo stesso veicolando una proposta alternativa.
 
Anna Carfora è assistente di Storia della Chiesa presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (sez. San Luigi). Tra le sue pubblicazioni Morte e presente nelle Meditazioni di Marco Aurelio e negli Atti dei Martiri contemporanei, Città del Sole, Napoli 2001; l’introduzione, traduzione e commento della Passione di Perpetua e Felicita. Donne e martirio nel cristianesimo antico, L’Epos, Palermo 2007. Per Il Pozzo di Giacobbe ha curato con E. Cattaneo il volume Profeti e profezia. Figure profetiche nel cristianesimo del II secolo, Trapani 2007.
 
 

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 Teologhe in Italia. Indagine su una tenace minoranza
 
Il XX secolo, e in particolare il periodo successivo al Concilio Vaticano II, ha visto l’ingresso delle donne in teologia, sia per quanto riguarda la ricerca e la produzione scientifica, sia per quanto riguarda il loro inserimento nelle istituzioni accademiche. Le teologhe italiane, di cui si occupa questo libro, hanno conseguito i più alti gradi accademici, hanno prodotto lavori interessanti e significativi, insegnano nelle Università e negli Atenei Pontifici, nelle Facoltà, negli Istituti e negli Studi Teologici distribuiti sul territorio nazionale. Sebbene l’apporto delle donne abbia raggiunto ormai proporzioni significative non è stata ancora realizzata una ricognizione della loro produzione e della loro presenza nelle istituzioni scientifiche. Quante sono le teologhe italiane? Quante di esse insegnano nelle realtà accademiche? Di cosa si occupano? Quale accoglienza la loro produzione incontra in un campo di plurisecolare monopolio maschile? Necessario, quindi, è risultato tracciare un quadro ragionato, sia per quanto riguarda la cosiddetta teologia femminista, sia per ogni altro tipo di produzione teologica femminile. Altrettanto indispensabile si è rivelata un’indagine – sotto forma di analisi quantitativa del fenomeno - sulla consistenza effettiva della collocazione femminile nelle istituzioni accademiche.
La ricerca si presenta suddivisa in due sezioni. La prima consiste in una panoramica, suddivisa per ambiti disciplinari, della produzione teologica femminile in Italia. La seconda si presenta come una mappatura della presenza femminile all’interno delle istituzioni accademiche: Pontificie Università, Pontifici Atenei, Pontificie Facoltà Teologiche, Facoltà di Teologia, Istituti e Studi Teologici.
 
 
 
Anna Carfora insegna di Storia della Chiesa presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (sez. San Luigi). Tra le sue pubblicazioni Morte e presente nelle Meditazioni di Marco Aurelio e negli Atti dei Martiri contemporanei, Città del Sole, Napoli 2001 I cristiani al leone. Il martirio cristiano nel contesto mediatico dei giochi gladiatorii, Trapani 2009; Ha curato la Passione di Perpetua e Felicita. Donne e martirio nel cristianesimo antico, Palermo 2007 e con E. Cattaneo Profeti e profezia. Figure profetiche nel cristianesimo del II secolo, Trapani 2007.
 
Sergio Tanzarella è ordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli (sez. san Luigi) dove dirige l’Istituto di Storia del cristianesimo e professore invitato presso l’Università Gregoriana di Roma. Tra le sue pubblicazioni La purificazione della memoria. Il compito della storia tra oblio e revisionismi, Bologna 2001; Gli anni difficili. Lorenzo Milani, Tommaso Fiore e le “Esperienze pastorali” Trapani 20082 [Premio “Feudo di Maida” – Premio “Città di Siderno”]. e Ha diretto il Dizionario storico delle diocesi della Campania, Palermo 2009.
 
 
 
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A. MANDREOLI, Il fascismo della Repubblica sociale a processo

Il decisivo passaggio dalla guerra alla ricostruzione sconta diffusi ritardi di analisi e di interpretazione, a partire da modalità e conseguenze della mancata epurazione, ovvero dei conti con ciò che il fascismo rappresentò nella società italiana e del destino riservato ai responsabili della guerra civile. Su questo tema, il materiale prodotto nel 1945-47 dalle Corti straordinarie d’assise e poi dalle Corti d’appello costituisce uno straordinario giacimento archivistico, sinora utilizzato solo in modo estemporaneo in monografie di ambito locale. Mandreoli ha studiato istruttorie e sentenze di area bolognese, ricavandone il mosaico a suo modo affascinante del cozzo tra reduci dell’esercito di Salò e militanti del partigianato. Con la tecnica del flashback, risale dai processi dell’immediato dopoguerra agli eventi che li determinarono, cioè alla repressione del partigianato e alle rappresaglie contro i civili… L’attenzione alle persone, più che alle ideologie che le muovevano, ci immerge nelle pieghe di una società lacerata, dove dissidi politici si coniugavano con faide famigliari di cui Bernardo Bertolucci fornì una magistrale interpretazione nel film Novecento. Sugli eccidi di Marzabotto, che costituiscono il cuore del libro, viene prodotto un ricco dossier fitto di nomi e date, utile per chiarire responsabilità individuali e coperture politiche che circondarono a lungo quel terribile evento.